venerdì, settembre 24, 2004

Libero delirio... (da Gianni)

Gianni wrote:'
E adesso?
Questo e' quello che mi chiedevo ogni volta che qualcosa che mi appassionava cessava di accendere il mio fuoco, e la cenere copriva il tutto come alla fine di un rito pagano, come un' Ara dimessa perche' gli Dei non ci ascoltavano piu'.
Ma qui' tutto si spegne, financo la voglia di farsi quella domanda, e, guardando da una finestra dove vedo nuvole e palazzi di vetro mi sento "piacevolmente insensibile", come se nulla piu' in questo cielo mi appartenesse, come se nulla piu' potesse stupirmi, se vedessi un' astronave solcare il sempiterno penso che il primo pensiero volerebbe ad X-Files.
Sono il sottoprodotto di una cultura che latita, di un non luogo dove i professori sono pagati per lobotomizzare i discepoli, dove la democrazia moderna fa' piu' vittime di antiche dittature, dove la massima "appartenenza" la proviamo in uno stadio!
Dove sono gli antichi Re, dove sono il cavallo e il cavaliere, le occasioni di essere un uomo a prescindere!
E' davvero questa la societa' migliore che si poteva costruire, una societa' di uomini cresciuti da donne, e ormai talmente effeminati da essere piu' donne a loro volta, tra' qualche anno torneremo a truccarci come nella Francia del Re Luigi XIV il ReSole!
E contemporaneamente le donne che se tirassero fuori due palle e un uccello sarebbero anche biologicamente uomini, oltre che ormai in ogni atteggiamento; sono uomini anche quando scopano!
La gravita' di tale delirio sta' nell' accettare tutto, nel metabolizzare, e quindi con il tempo tutto e' normale, guerre sante, che solo la parola fa' pensare a una contrapposizione di intenti, potere, l' unico vero bene primario dopo il denaro, il concetto di possesso, a discapito di tutto e tutti, le sbarre alle finestre, la confusione, evidente anche nel manifestare i nostri pensieri, io primo fra tutti!
Ma quando guardi in alto e non ti emozioni piu', quando Dio diventa silente, e secondo me stanco anche di starci a guardare, quando il cuore batte sempre allo stesso ritmo senza mai un' accellerazione, quando tutto e' piatto, be' in quel momento capisci una cosa davvero importante..................
..............che vivi un giorno dopo l' altro, in una gabbia invisibile, non so' quando le hanno costruite, ma ora la mia la vedo, e cazzo, non si apre!
Questo mondo mi ha rubato anche l' ultima cosa che mi faceva sentire uomo, la mia liberta'! E io non mi sono neanche accorto quando e' successo, o forse non e' mai successo, sono da sempre anch'io una scimmia ammaestrata!
E adesso?
'

...mi trovo in imbarazzo perchè parole come queste meriterebbero migliori palcoscenici, però - mi dico! - iniziamo da qui a far sentire la voce, e poi vediamo come continuare.
Sono felice, Gianni caro, che tu le abbia mandate a me; spero di farti felice mettendole qui.
Con queste chiudiamo la settimana, io e Gianni; per il resto... alla prossima.. altrimenti ... è stato bello!

senzapelle